Sie haben das Recht zu schweigen. Henryk M. Broders Sparring-Arena

Henryk M. Broder

08.07.2003   13:02   +Feedback

Chi è nazista lo decidiamo noi!

Enrico Brachiale

I tedeschi non perdono mai tanto la contenance come quando si sforzano di mantenerla, diceva già Kurt Tucholsky. Effettivamente, è davvero sorprendente vedere con quanta calma e nonchalance i tedeschi affrontano situazioni di crisi estremamente pesanti. Piú di quattro milioni di disoccupati e nessuna prospettiva di miglioramento?

Enrico Brachiale

Enrico Brachiale Non importa, l’opposizione offre al governo il proprio appoggio per la riforma del mercato del lavoro. Un sedicenne in preda a raptus omicida entra a scuola e uccide sedici persone? Terribile, ma non c’è motivo di preoccuparsi, modifichiamo semplicemente la legge sulla detenzione di armi. Le Ferrovie federali perdono clienti su clienti perché viaggiare in treno costa piú che volare? Bene, reintroduciamo la “Bahncard”, la tessera-sconto che avevamo appena abolito, e tutto ritorna a posto. Quando però ci sono in ballo dei valori immateriali, segnatamente la salvaguardia dell’onore tedesco, la nonchalance presto svanisce e i nervi tornano a fior di pelle. Se la nazionale di calcio rischia una clamorosa sconfitta contro la selezione delle Isole Faröer o se un politico tedesco viene offeso, l’animo tedesco ribolle, di rabbia e di dolore, come l’acqua in una pentola a pressione. E oggi siamo di nuovo a questo punto. Silvio Berlusconi non solo ha offeso un eurodeputato tedesco, del quale peraltro fino ad oggi non si era mai sentito parlare, ma ha offeso tutti i tedeschi, e per questo motivo tutti si sentono indignati e richiedono le scuse del premier non solo al suddetto deputato, bensì ai tedeschi tutti. Il Cancelliere Schröder parla di una gaffe assolutamente “inaccettabile”, e probabilmente sottintende che esistono anche delle “gaffes accettabili”, come per esempio l’esternazione del suo ministro della Giustizia, Herta Däubler-Gmelin, la quale pochi giorni prima delle ultime elezioni aveva paragonato George Bush ad Adolf Hitler. Allora non ci fu indignazione generale, il Cancelliere non si s

chierò contro il suo ministro e addirittura si mormorò che la signora Däubler-Gmelin in fondo avesse soltanto espresso quello che molti pensavano. Adesso però è tutto diverso. Un europarlamentare tedesco sostiene che Berlusconi rappresenta “un rischio intellettuale e morale”, il presidente del Bundestag afferma che a nessun politico democratico deve essere permesso paragonare un altro politico democratico ad un nazista, e il segretario generale della Spd, il cui compito consiste nel produrre frasi ad effetto per i notiziari, dice: “A fronte delle innumerevoli vittime del regime del terrore nazionalsocialista, tra le quali molti socialdemocratici, non c’è spazio per alcuna ironia.” A suo tempo anche lui non aveva preso posizione a proposito del paragone Hitler-Bush fatto dal ministro della Giustizia, che sicuramente non aveva parlato con intento ironico.

I tedeschi sono veri maestri nell’arte dell’indignazione collettiva. Nel caso di Berlusconi vi si aggiungono altri due elementi: per mesi mezzo mondo ci aveva additati e il nostro Cancelliere, dopo aver annunciato la “via tedesca” finendo in un vicolo cieco, era stato a lungo nel mirino della critica. Eravamo noi dei quali ci si indignava e dei quali si rideva. Ma adesso finalmente possiamo puntare l’indice su qualcun altro: “Così non si fa!” Per questo motivo il “caso Berlusconi” viene portato ai piani alti, per questo motivo il Cancelliere interviene in prima persona, benché l’affaire riguardasse solo un deputato all’Europarlamento. L’intervento di Schröder vuole chiarire che: si parlava di tutti noi! Noi tutti siamo offesi! Poiché - e questo è il secondo e determinante elemento - siamo noi che abbiamo il monopolio del nazismo. Siamo noi che abbiamo creato e diffuso quel prodotto, e siamo noi che oggi decidiamo chi merita l’appellativo di “nazista” e chi no. Che cosa direbbero gli italiani se ci appropriassimo del loro “prosciutto di Parma” o se ribattezzassimo l’isola di Helgoland la “Capri del Mar del Nord”? È per questo che, seppure come stonatura, era accettabile che la signora Herta Däubler-Gmelin paragonasse Bush a Hitler, ed è per questo che oggi è inaccettabile che Berlusconi intenda suggerire un eurodeputato tedesco per la parte di “kapò” in un film sui campi di concentramento nazisti. Per poter fare una cosa del genere deve essere dei nostri. Punto e basta! E ora? Il Cancelliere, dopo che Berlusconi gli ha telefonato e piú o meno (piú meno che piú) si è scusato, dice che per lui l’incidente è chiuso. Ma la maggior parte dei tedeschi ritiene che non basti. A questo punto, la folta “frazione dei tedeschi in Toscana” venderà le proprie case? Il ministro degli Interni Schily passerà le prossime vacanze in Turchia

? Al ristorante del Bundestag non si servirà piú l’espresso? I buongustai tedeschi rinunceranno all’insalata caprese, alla pannacotta, alla grappa e ai biscotti? Le famiglie tedesche non andranno piú a Rimini e ad Alassio? No, non succederà nulla di tutto questo. I tedeschi saranno sì suscettibili e inclini alle eruzioni di moralismo, ma non sono stupidi. E sanno benissimo una cosa: meglio un’Italia con Berlusconi che nessuna Italia.

8.7.2003

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